Ontopavese

Ontologia

OntoPavese in breve

L’ontologia formale OntoPavese ambisce a rappresentare l’opera di Cesare Pavese in ampiezza e profondità, strutturando in una gerarchia semantica rigorosa la conoscenza disponibile. Vi trovano spazio tutte le opere edite, poetiche e in prosa, oltre alle carte private, come le lettere e il diario, e dati d’archivio. Si compone così un tessuto coerente di informazioni bibliografiche, filologiche ed archivistiche, allineato da un lato al modello LRM (Library Reference Model) dell’IFLA e alla relativa ontologia formale, LRMoo, ormai incorporata in quella di CIDOC-CRM; dall’altro, al modello RiC (Records in Context) elaborato dall’ICA, e alla sua ontologia, RiC-O. Semplificando, il modello LRM distingue tre livelli principali di un’opera: Work, l’opera come idea; Expression, il testo o la versione dell’opera; Manifestation, l’edizione fisica in cui quel testo viene pubblicato.

Attualmente, il popolamento comprende la bibliografia primaria delle opere scritte da Pavese completa, con le riedizioni delle principali. Delle opere più rilevanti sono presenti le informazioni relative alle singole poesie, capitoli, dialoghi, con informazioni su lingua, traduzioni, sezioni, pagine, date di creazione e collegamenti alle pagine dell’edizione digitale commentata di Pavese In Testo.

Sono, inoltre, modellati lettere, pagine di diario e saggi, dati estratti dalle codifiche in XML-TEI, allo stato attuale del progetto (febbraio 2026), con dati su autore, opera di riferimento, lingua, luogo, intervalli temporali di creazione, mittente e destinatario. 

Completano il quadro i dati archivistici sulle stesure manoscritte delle poesie di Lavorare Stanca ‘36, relativi a segnature, collocazione  e versioni.

Con OntoPavese non solo si rendono disponibili i dati, ma si possono interrogare, tramite uno strumento di ricerca capace di far emergere nuove connessioni e nuove domande.

Per capire in che modo OntoPavese consenta di far emergere nuove connessioni e nuove domande, occorre chiarire cosa si intende per ontologia formale. Nel dominio dell’informatica, questo termine indica una rappresentazione di un certo ambito della conoscenza (nel nostro caso, l’opera di Pavese) attraverso le entità che ne fanno parte, con le loro caratteristiche e le relazioni che le legano. Più precisamente, un’ontologia permette di definire la tipologia di un oggetto (la classe a cui appartiene) e le sue proprietà. Per esempio, tra le classi che potrebbero essere utili per OntoPavese ci sono le case editrici, così come i libri che pubblicano. E poiché ciò di cui si occupa una casa editrice è appunto pubblicare libri, diremo che “pubblicare” è una proprietà associata a questo tipo di entità.

Quando questo schema viene “popolato” (cioè riempito) con i dati che riguardano gli individui specifici che vogliamo descrivere (per esempio, le edizioni delle opere pavesiane), si ottiene un grafo di conoscenza: una rete in cui ogni elemento è connesso ad altri attraverso delle relazioni. In un grafo di conoscenza tutte le informazioni hanno la forma di una tripla: soggetto, predicato e oggetto (rappresentate formalmente nel linguaggio descrittivo RDF).

Nell’immagine di seguito, abbiamo una rappresentazione dell’ontologia elementare appena descritta, con la classe delle case editrici e quella dei libri collegate attraverso la proprietà “pubblica”.

Immagine che spiega relazione

Possiamo, poi, popolare l’ontologia, per esempio, inserendo “Einaudi”, individuo alla classe delle case editrici, e “Lavorare stanca”, individuo della classe libro. 

Immagine che spiega relazione

Tanto il soggetto (“Einaudi”) quanto l’oggetto (“Lavorare stanca”) possono poi essere coinvolti in altre triple, in una vasta rete di relazioni.

Ma vediamo perché utilizzare una rappresentazione di questo tipo, invece di un più classico database organizzato in righe e colonne.

La risposta è che un’ontologia offre numerosi vantaggi; per citarne solo alcuni:

  • Può essere integrata facilmente con nuove informazioni. 
  • Gestisce con semplicità l’informazione incompleta. Se di una certa casa editrice non è nota la sede, basta non inserirla. 
  • Permette di dedurre informazioni implicite. Si possono interrogare le ontologie con “motori inferenziali” che consentono, definendo delle regole (assiomi logici), di scoprire nuova conoscenza esplicitando dati impliciti. 

Al di là di queste caratteristiche operative, però, il tratto più importante delle ontologie è legato alla possibilità di fare rete con altre informazioni già esistenti, di contribuire così alla cosiddetta Scienza Aperta.

Infatti, ogni entità di un’ontologia è associata in modo univoco a un indirizzo su internet (un IRI, Internationalized Resource Identifier). Questa caratteristica, insieme al fatto di fare riferimento ad altre ontologie che sono standard nell’ambito dei beni culturali, degli archivi e delle risorse letterarie, permette di inserire OntoPavese in una più ampia rete di informazioni già esistente, il Web Semantico, insieme di modelli e standard Web in cui le risorse vengono descritte e correlate fra loro formalmente in modo da essere elaborabili da automi. A titolo di esempio citiamo alcuni dataset che fanno parte del Web Semantico: Europeana con milioni di libri, dipinti, film e documenti digitalizzati provenienti da musei, archivi e biblioteche europee, GeoNames, con oltre 25 milioni di nomi e localizzazioni geografiche, dati.camera.it con dati su deputati e attività parlamentare della Camera dei Deputati a partire dal 1848.

In altre parole, l’ontologia non è soltanto uno strumento tecnico per organizzare dati, ma un’infrastruttura concettuale che rende l’informazione connessa, espandibile e riusabile nel tempo. È questa capacità di mettere in relazione livelli diversi – testi, documenti, persone, luoghi, eventi – e di integrarli con risorse esterne che trasforma un semplice archivio digitale in un vero ambiente di ricerca.

OntoPavese è, in definitiva, una mappa digitale dell’universo di Pavese: una struttura invisibile ma fondamentale, che trasforma un patrimonio di documenti e studi in una rete di conoscenza esplorabile, interrogabile e in continua evoluzione.

Presentiamo qui più nello specifico alcune caratteristiche delle informazioni che occorreva organizzare all’interno di OntoPavese, e le soluzioni individuate per la loro rappresentazione. Il nostro obiettivo era quello di rispondere efficacemente a una lunga lista di competency questions individuate con gli esperti dominio, come: “Quante edizioni ha avuto una certa opera?”; “Quali opere di un dato genere ha scritto Pavese?”; “Quali poesie fanno parte della tal collezione?”; “Quali lettere ha scritto Pavese in un certo periodo?”.

L’informazione da rappresentare

Come già anticipato, i dati disponibili riguardano una porzione assai rilevante della produzione testuale di Pavese e riguardo a Pavese, e più precisamente:

  • Tutte le pubblicazioni note di testi dell’autore, apparse in volume o in periodico, sia quelle edite in vita sia quelle postume, nella loro prima edizione e, se ritenuto opportuno, anche in ulteriori edizioni e ristampe.
  • Tutte le opere scritte da Pavese, comprese quelle inedite, indipendentemente dalla loro natura di scrittura privata o destinata al pubblico.
  • Tutti i manoscritti dell’autore archiviati presso il Centro Studi “Guido Gozzano — Cesare Pavese” che conservino testi delle principali opere creative in prosa e in poesia dell’autore (con l’esclusione dunque di quelli che recano testi privati, saggi, traduzioni).

Modellare l’informazione bibliografica e filologica

Lo standard di riferimento per descrivere la semantica delle informazioni bibliografiche è certo quello stabilito dall’IFLA (International Federation of Library Association) con LRM (Library Reference Model). Per LRM è stata sviluppata un’ontologia formale, LRMoo, le cui classi e proprietà integrano quelle dell’ontologia formale di CIDOC-CRM (il cui è modello è, a sua volta, uno standard per la descrizione delle informazioni sui beni culturali).

OntoPavese utilizza diverse entità di LRMoo e dell’ontologia sviluppata per CIDOC-CRM, per descrivere non solo il livello bibliografico delle informazioni di PAVES-e, ma anche quello filologico.

Quest’ultimo, infatti, e almeno relativamente alle nostre necessità, può essere ben rappresentato dalle entità definite in questi modelli.

In particolare, la nostra ontologia mutua da LRMoo le classi corrispondenti ai quattro livelli di astrazione che costituiscono il nucleo principale di LRM, ereditato dal più noto FRBR: F1_Work, F2_Expression, F3_Manifestation e F4_Item (WEMI).

Il Work definisce un’opera al suo livello più astratto, quello dell’idea o delle idee che veicola. L’Expression rappresenta invece una particolare realizzazione dell’opera attraverso apparati di segni, indipendentemente da ogni materialità. S’intende che di uno stesso Work possono esistere più Expression (per esempio, sono considerate differenti Expression tutte le traduzioni di un dato testo letterario). La Manifestation è anch’essa un oggetto non ancora materiale, ma solo informativo, rappresenta, con riferimento al mondo testuale, le pubblicazioni di una certa Expression dell’opera.

Infine le istanze delle Manifestation, le Item, sono oggetti concreti che corrispondono al singolo esemplare fisico di una certa pubblicazione.

Un esempio di modellazione: Lavorare stanca

Entrando più nello specifico, le classi corrispondenti a Work ed Expression ci permettono di modellare l’opera di Pavese dal punto di vista filologico con una certa potenza espressiva.

Torniamo all’esempio della raccolta Lavorare Stanca, che ha avuto una storia travagliata sia dal punto di vista della redazione dei singoli componimenti, sia da quello del loro inserimento e ordinamento nella raccolta, sia infine da quello editoriale. Della raccolta esistono due versioni piuttosto differenti, quella pubblicata nel 1936 dalla casa editrice Solaria e quella edita nel 1943 per i tipi di Einaudi. Le due edizioni differiscono sostanzialmente per le poesie che includono (quella del ’36 aveva dovuto fare i conti con la censura attiva sotto il fascismo), per l’ordine interno, ma anche per il loro contenuto testuale, per quanto spesso a questo livello le modifiche siano marginali. Possiamo allora rappresentare Lavorare Stanca come un unico Work (cioè un’istanza di F1_Work), realizzato (proprietà R3_is_realised_in) in due differenti Expression (cioè due istanze di F2_Expression), a cui corrispondono (proprietà R4i_is_embodied_in) le due prime edizioni del ’36 e del ’43 — nonché tutte le altre edizioni pubblicate in seguito, che facciano riferimento a una o all’altra Expression.

La raccolta in quanto Work è legata ai Work individuali delle poesie che la compongono tramite la proprietà R67_has_part, così come le singole Expression di queste ultime sono legate alle Expression di Lavorare Stanca cui appartengono dalla proprietà R5i_is_component_of.

Modellare una singola opera e le sue stesure

Ora, se la raccolta ha assunto nel tempo diverse forme, come abbiamo visto lo stesso può dirsi anche per le poesie che contiene. LRM lascia comprensibilmente un certo grado di libertà riguardo al grado di cambiamento che deve intervenire nel testo di un’opera perché si possa parlare di Expression differenti. Sono gli esperti di dominio a indicare caso per caso quando una forma assunta dal testo possa essere considerata una nuova Expression.

A presentare modifiche non sono solo, però, le poesie che hanno trovato pubblicazione nelle edizioni di Lavorare Stanca del ’36 e del ’43: di ciascun testo esistono infatti diverse stesure, manoscritte e dattiloscritte, che differiscono anche significativamente dalla versione a stampa. Limitatamente ai testi manoscritti, che rientravano nell’informazione da rappresentare all’interno del portale, abbiamo dunque stabilito di creare tante Expression quante sono le successive stesure della poesia. Più precisamente, per distinguere ulteriormente queste ultime da quelle corrispondenti alla pubblicazione, in questo caso abbiamo definito internamente una sottoclasse di F2_Expression, Witness. La figura di seguito presenta l’istanziazione dell’ontologia relativamente a Lavorare stanca e a uno dei poemi che comprende, Ulisse.

Modellare la posizione e le sezioni dei testi

 Fra le competency question menzionate più sopra, emerge la necessità di rappresentare i dati relativi alla posizione occupata da un testo all’interno di una collezione e la sua eventuale appartenenza a una specifica sezione dell’opera.

A questo scopo abbiamo definito internamente la classe PartialEdition, che rappresenta i testi che compongono una specifica pubblicazione e che permette, tramite l’uso di specifiche data property dedicate, l’inclusione di informazioni sui numeri di pagina in cui appaiono e sulle eventuali sezioni di appartenenza.

La Expression di una poesia inclusa in una collezione viene quindi pubblicata (proprietà is embodied in) all’interno della Manifestation di tale collezione e, nello specifico, è edita (proprietà hasPartialEdition) in una parte (classe PartialEdition) di quel volume, attraverso la quale è possibile recuperare tutti i dati rilevanti. Le istanze di PartialEdition sono collegate all’istanza di F3_Manifestation di appartenenza tramite un’altra proprietà definita internamente (isPartOf).

Modellare il genere dell’opera

 Le competency question, inoltre, richiedono di poter effettuare ricerche sull’opera di Pavese a seconda della sua tipologia. Questo tipo di informazione non è gestito esplicitamente all’interno del modello LRM. Abbiamo dunque articolato un sistema di sottoclassi all’interno della classe F1_Work, che ci permette di distinguere in primo luogo i testi privati (lettere e note diaristiche) da quelli destinati al pubblico, e poi di riconoscere al loro interno generi come la poesia, il dialogo, il racconto ecc. La figura di seguito offre uno sguardo sulla gerarchia attualmente definita.

Modellare l’informazione archivistica

Completata la descrizione del livello filologico e bibliografico, restava da scegliere uno standard per descrivere i materiali d’archivio. Abbiamo deciso di adottare quello autorevole stabilito dall’ICA (International Council on Archives) con il modello RiC (Records in Context) e la relativa ontologia formale RiCO.

La classe fondamentale è RiC-E02_Record_Resource, che rappresenta nel modo più generale possibile una risorsa archivistica, o meglio, il suo contenuto informativo. Tale informazione è presa in considerazione indipendentemente da qualunque sua manifestazione fisica (analogica o digitale che sia), manifestazione che invece è rappresentata tramite la classe RiC-E06_Instantiation. All’interno di Record Resource sono poi definite tre sottoclassi: RiC-E04_Record, rappresenta un oggetto informativo la cui identità deriva dall’oggetto stesso, mentre un RiC-E03_Record_Set è un insieme di oggetti informativi la cui identità dipende dai membri che ne fanno parte.

Per i nostri obiettivi, che non comprendono per il momento una descrizione esaustiva degli archivi contenenti l’opera di Pavese, sono risultate essenziali:

  • la classe Record Set, all’interno della quale abbiamo realizzato una gerarchia di sottoclassi per descrivere i fondi e i vari sottofondi, serie e sottoserie che contengono
  • la classe Record, per descrivere il singolo faldone
  • la classe Record Part, per descrivere i testimoni di un’opera individuati all’interno del faldone
  • la classe Instantiation, per descrivere gli oggetti fisici corrispondenti a tali risorse informative

Qui risulterà forse più chiaro ciò che intendevamo. I testimoni di un’opera contenuti in un faldone, infatti, contengono di quell’opera una o più stesure. Ma a quelle stesure noi facciamo già riferimento nell’ontologia come ad altrettante istanze di F2_Expression. Presentare entrambe le prospettive, quella archivistica e quella filologica, poteva dunque comportare una significativa moltiplicazione delle entità nell’ontologia: a uno stesso insieme di pagine manoscritte avrebbero dovuto corrispondere da un lato delle Record Part, dall’altro dei Witness.

Abbiamo tuttavia considerato che la natura dell’Expression nel modello LRM e quella della Record Resource sono assai simili: entrambe si riferiscono infatti a un contenuto informativo che prescinde dalla forma materiale che eventualmente lo ospita. Allo stesso modo, Item e Instantiation descrivono oggetti fisici con caratteristiche simili. A questo punto ci è sembrato legittimo descrivere le singole stesure manoscritte delle opere come individui appartenenti tanto alla classe Witness quanto a Record Part, e i loro corrispettivi materiali come istanze delle classi Item e Instantiation.

Allo stato attuale, a quanto ci risulta, manca un tentativo di armonizzare il modello RiC con CIDOC-CRM e LRM, e il nostro progetto si pone quindi come un primo passo in questa direzione.

Modellare le date

 Rappresentare le date in cui una Expression è stata concepita o una Manifestation è stata pubblicata è stato un compito particolarmente delicato, poiché il materiale disponibile presenta una serie di scenari diversi: alcune date sono completamente documentate (giorno, mese e anno), ma più spesso sono documentate solo parzialmente (ad esempio, mancano il giorno e il mese) o del tutto assenti. Le date incomplete o mancanti sono in alcuni casi incerte; in altri, il curatore dell’opera ha ricostruito queste informazioni con un ragionevole grado di sicurezza.

Per rispondere alle competency question e alla varietà di interrogazioni previste, abbiamo creato tre classi dedicate, Day, Month e Year, che rappresentano rispettivamente gli elementi di giorno, mese e anno di una data. Un individuo della classe Date – anch’essa definita internamente – è collegato alle sue componenti (Day, Month, Year) tramite proprietà che ci permettono di specificare se queste siano certe, ricostruite dal curatore o semplicemente ignote.

Le Expression e le Manifestation sono sempre collegate al relativo intervallo di date di creazione tramite le due proprietà hasCreationDateFrom (inizio dell’intervallo) e hasCreationDateTo (fine dell’intervallo). Il caso in cui la data di creazione non sia un intervallo viene gestito trattando semplicemente l’inizio e la fine dell’intervallo come oggetti identici.

Navigare OntoPavese e metriche

OntoPavese, in costante aggiornamento, ma già liberamente scaricabile in formato OWL, può essere interrogata sia a partire dalle pagine dedicate alle opere, cui è integrata, sia tramite maschere predefinite, sia attraverso uno SPARQL endpoint.

Al febbraio 2026 OntoPavese è formata da 265 classi, 932 object properties, 127 data properties, 6356 individui, 23914 asserzioni delle object properties, e 12301 asserzioni delle data properties. La documentazione della struttura ontologica può essere analizzata mediante LODE (Live OWL Documentation Environment).

Una query è una domanda rivolta a un sistema di dati: un modo formale per chiedere, ad esempio, “mostrami tutte le opere pubblicate prima del 1945” oppure “quali poesie hanno come luogo di composizione Torino?”. Invece di sfogliare manualmente un archivio, si formula una richiesta precisa e il sistema restituisce esattamente le informazioni cercate.

Per interrogare dati come quelli di OntoPavese esiste un linguaggio specifico chiamato SPARQL (SPARQL Protocol and RDF Query Language), sviluppato e standardizzato dal W3C — il consorzio internazionale che definisce gli standard del Web. È lo strumento con cui sono state costruite le visualizzazioni preimpostate disponibili nel Visual Graph, e che gli utenti più avanzati possono usare per formulare interrogazioni proprie, tramite lo SPARQL endpoint di GraphDB. Qui, l’utente potrà comunque trovare diversi esempi di query preimpostate, utili all’esplorazione dei dati.

Di seguito alcuni esempi:

TitoloDestinatarioData inizioData fine
Telegramma a Maria Pavese Sini Torino 5 agosto 1935Maria Pavese Sini1935-08-051935-08-05
Lettera a Nina Perini 5 agosto 1935Nina Perini1935-08-051935-08-05
Lettera a Maria Pavese Sini Torino 5 agosto 1935Maria Pavese Sini1935-08-051935-08-05
Lettera ad Alberto Carocci (Torino, 7 agosto 1935)Alberto Carocci1935-08-071935-08-07
Lettera al Ministero dell'Interno (Brancaleone, 8 agosto 1935)Ministero dell'Interno1935-08-081935-08-08
Lettera a Maria Pavese Sini Torino 9 agosto 1935Maria Pavese Sini1935-08-091935-08-09
Cartolina a Maria Pavese Sini Torino 16 agosto 1935Maria Pavese Sini1935-08-161935-08-16
Lettera a Maria Pavese Sini Torino 19 agosto 1935Maria Pavese Sini1935-08-191935-08-19
Cartolina a Maria Pavese Sini Torino 20 agosto 1935Maria Pavese Sini1935-08-201935-08-20
Lettera a Maria Pavese Sini Torino 24 agosto 1935Maria Pavese Sini1935-08-241935-08-24
Cartolina a Maria Pavese Sini Torino 24 agosto 1935Maria Pavese Sini1935-08-241935-08-24
Lettera ad Alberto Carocci (Brancaleone, 25 agosto 1935)Alberto Carocci1935-08-251935-08-25
Cartolina a Maria Pavese Sini Torino 27 agosto 1935Maria Pavese Sini1935-08-271935-08-27
Lettera a Nina Perini 27 agosto 1935Nina Perini1935-08-271935-08-27
Cartolina a Maria Pavese Sini Torino 3 settembre 1935Maria Pavese Sini1935-09-031935-09-03
Lettera a Tina Pizzardo (Brancaleone, 9 settembre 1935)Battistina Pizzardo1935-09-091935-09-09
Lettera ad Augusto Monti (Brancaleone, 11 settembre 1935)Augusto Monti1935-09-111935-09-11
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 16 settembre 1935)Maria Pavese Sini1935-09-161935-09-16
Lettera ad Alberto Carocci (Brancaleone, 16 settembre 1935)Alberto Carocci1935-09-161935-09-16
Lettera a Mario Sturani (Brancaleone, 17 settembre 1935)Mario Sturani1935-09-171935-09-17
Lettera a Mario Sturani (Brancaleone, 20 settembre 1935)Mario Sturani1935-09-201935-09-20
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 24 settembre 1935)Maria Pavese Sini1935-09-241935-09-24
Lettera a Carlo Frassinelli (Torino, 27 settembre 1935)Carlo Frassinelli1935-09-271935-09-27
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 2 ottobre 1935)Maria Pavese Sini1935-10-021935-10-02
Lettera ad Adolfo Ruata (Brancaleone, 2 ottobre 1935)Adolfo Ruata1935-10-021935-10-02
Lettera a Mario Sturani (Brancaleone, 5 ottobre 1935)Mario Sturani1935-10-051935-10-05
Lettera a Mario Sturani (Brancaleone, 11 ottobre 1935)Mario Sturani1935-10-111935-10-11
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 11 ottobre 1935)Maria Pavese Sini1935-10-111935-10-11
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 23 ottobre 1935)Maria Pavese Sini1935-10-231935-10-23
Lettera ad Alberto Carocci (Brancaleone, 24 ottobre 1935)Alberto Carocci1935-10-241935-10-24
Lettera ad Augusto Monti (Brancaleone, 29 ottobre 1935)Augusto Monti1935-10-291935-10-29
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 29 ottobre 1935)Maria Pavese Sini1935-10-291935-10-29
Lettera a Mario Sturani (Brancaleone, 2 novembre 1935)Mario Sturani1935-11-021935-11-02
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 5 novembre 1935)Maria Pavese Sini1935-11-051935-11-05
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 5 novembre 1935)Maria Pavese Sini1935-11-051935-11-05
Lettera ad Adolfo Ruata (Brancaleone, 5 novembre 1935)Adolfo Ruata1935-11-051935-11-05
Lettera ad Alberto Carocci (Brancaleone, 11 novembre 1935)Alberto Carocci1935-11-111935-11-11
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 12 novembre 1935)Maria Pavese Sini1935-11-121935-11-12
Lettera a Carlo Frassinelli (Torino, 15 novembre 1935)Carlo Frassinelli1935-11-151935-11-15
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 19 novembre 1935)Maria Pavese Sini1935-11-191935-11-19
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 20 novembre 1935)Maria Pavese Sini1935-11-201935-11-20
Lettera a Mario Sturani (Brancaleone, 11 ottobre 1935)Mario Sturani1935-11-271935-11-27
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 30 novembre 1935)Maria Pavese Sini1935-11-301935-11-30
Lettera a Mario Sturani (Brancaleone, 9 dicembre 1935)Mario Sturani1935-12-091935-12-09
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 11 dicembre 1935)Maria Pavese Sini1935-12-111935-12-11
Lettera ad Augusto Monti (Brancaleone, 12 dicembre 1935)Augusto Monti1935-12-121935-12-12
Lettera a Mario Sturani (Brancaleone, 15 dicembre 1935)Mario Sturani1935-12-151935-12-15
Lettera a Nina Perini 15 dicembre 1935Nina Perini1935-12-151935-12-15
Lettera ad Augusto Monti (Brancaleone, 15 dicembre 1935)Augusto Monti1935-12-151935-12-15
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 16 dicembre 1935)Maria Pavese Sini1935-12-161935-12-16
Lettera a Irma Sini (Brancaleone, 17 dicembre 1935)Irma Sini1935-12-171935-12-17
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 23 dicembre 1935)Maria Pavese Sini1935-12-231935-12-23
Lettera a Carlo Frassinelli (Torino, 26 dicembre 1935)Carlo Frassinelli1935-12-261935-12-26
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 26 dicembre 1935)Maria Pavese Sini1935-12-261935-12-26
Lettera ad Alberto Carocci (Brancaleone, 12 dicembre 1935)Alberto Carocci1935-12-271935-12-27
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 27 dicembre 1935)Maria Pavese Sini1935-12-271935-12-27
Lettera a Luigi Sini (Brancaleone, 5 gennaio 1936)Sini Luigi1936-01-051936-01-05
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 16 gennaio 1936)Maria Pavese Sini1936-01-161936-01-16
Lettera ad Alberto Carocci (Brancaleone, 25 gennaio 1936)Alberto Carocci1936-01-251936-01-25
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 25 gennaio 1936)Maria Pavese Sini1936-01-251936-01-25
Lettera all'editore Parenti (Brancaleone, 28 gennaio 1936)Parenti Editore1936-01-281936-01-28
Lettera ad Alberto Carocci (Brancaleone, 28 gennaio 1936)Alberto Carocci1936-01-281936-01-28
Lettera a Marta Cosso 29 gennaio 1936Marta Cosso1936-01-291936-01-29
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 4 febbraio 1936)Maria Pavese Sini1936-02-041936-02-04
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 11 febbraio 1936)Maria Pavese Sini1936-02-111936-02-11
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 15 febbraio 1936)Maria Pavese Sini1936-02-151936-02-15
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 20 febbraio 1936)Maria Pavese Sini1936-02-201936-02-20
Lettera ad Alberto Carocci (Brancaleone, 23 febbraio 1936)Alberto Carocci1936-02-231936-02-23
Lettera a Maria Pavese Sini, Brancaleone 23 febbraio 1936Maria Pavese Sini1936-02-231936-02-23
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 24 febbraio 1936)Maria Pavese Sini1936-02-241936-02-24
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 25-28 febbraio 1936)Maria Pavese Sini1936-02-251936-02-28
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 29 febbraio 1936)Maria Pavese Sini1936-02-291936-02-29
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 2 marzo 1936)Maria Pavese Sini1936-03-021936-03-02
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 3 marzo 1936)Maria Pavese Sini1936-03-031936-03-03
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 5 marzo 1936)Maria Pavese Sini1936-03-051936-03-05
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 12 marzo 1936)Maria Pavese Sini1936-03-121936-03-12
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 13 marzo 1936)Maria Pavese Sini1936-03-131936-03-13
Lettera alla sorella Maria (Brancaleone, 17 marzo 1936)Maria Pavese Sini1936-03-171936-03-17

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